Disciplina Pacis

 

 

Sull'esempio di San Giovanni Gualberto, intensifichiamo la nostra sequela Christi e, i nostri monasteri siano sempre più "case di Dio" (RB 31,19; 53,22; 64,5), "accogliente dimora per coloro che cercano Dio e le cose dello spirito, scuole di fede e veri laboratori di studio, di dialogo e di cultura per l'edificazione della vita ecclesiale e della stessa città terrena, in attesa di quella celeste".

La chiamata alla santità attuatasi in S. Giovanni Gualberto andò realizzandosi in lui attraverso un continuo esercizio di preghiera e di ascesi, secondo la secolare e vitale tradizione benedettina. Come narra uno dei suoi biografi, egli era "illetterato e quasi analfabeta", ma "si faceva leggere di notte e di giorno la Sacra Scrittura tanto da divenire assai esperto nella legge e nella sapienza divina".
La vita della Chiesa è "nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura" e ha il suo "culmine e fonte" nella liturgia; anche la vita monastica è caratterizzata da questi due fondamentali elementi ed è irrinunciabile la testimonianza che i monasteri possono dare alla Comunità cristiana e soprattutto ai giovani, desiderosi di incontrare uomini capaci di far gustare la "sublimità della conoscenza di Cristo Gesù" (Fil 3,8) attraverso la preghiera, la lectio divina e la liturgia.

(Giovanni Paolo II)